Storia degli Occhiali da Vista

La storia degli occhiali è molto più antica di quanto si possa credere; a riguardo ci sono diverse ipotesi anche se la più attendibile, colloca la sua ideazione nel nostro bel paese, attorno alla fine del tredicesimo secolo d.C.

Risalgono però a molti secoli prima gli esperimenti finalizzati a migliorare la vista ricorrendo a rudimentali ausili.

Invenzione degli occhiali

Precursori degli occhiali

Ad esempio Seneca (primo secolo dopo Cristo) pare avesse indicato, nelle sfere di vetro o nelle bocce piene d’acqua, un mezzo per ingrandire le immagini.

E non a caso, sempre nello stesso periodo, uno dei primi se non il primo in assoluto ad adottare un metodo per vedere meglio, secondo Plinio il vecchio, fu Nerone.

L’Imperatore Romano usava una pietra verde, probabilmente uno smeraldo, attraverso cui guardare persone e cose ingrandite.

Primi studi sulle lenti

In seguito, il fisico e astronomo arabo Ibn al-Heitam (965-1040 d.C.), studiando la rifrazione, l’angolo di incidenza e di riflessione, suggerì nel suo “Libro dell’Ottica” che un paio di lenti levigate potesse essere d’aiuto per chi soffrisse di disturbi visivi.

Foto originale del manoscritto di Ibn al-Heitam, risalente al 1309 d.C

A metterne in pratica l’idea, come descritto dal filosofo Ruggero Bacone nel 1262 negli studi condotti sulla rifrazione, furono i monaci amanuensi che dopo aver tradotto il latino il suddetto testo, progettarono e costruirono per primi i pezzi di vetro deformati per ingrandire i dettagli dei codici miniati (manoscritti il cui testo è completato dall’aggiunta di decorazioni).

Svilupparono infatti una sorta di pietra da lettura, costituita da una lente semi-sferica fatta di cristallo di rocca e quarzo che si rivelò un ottimo rimedio contro la presbiopia (vista offuscata a causa dell’invecchiamento oculare) per molti monaci anziani.

 

Invenzione degli occhiali

L’invenzione vera e propria degli occhiali, attribuita a Frate Alessandro Spina, arrivò all’incirca un ventennio dopo, nel 1284.

Gli ancora rudimentali ausili visivi, furono denominati brille, prendendo il nome dal berillo, ovvero il cristallo di rocca che veniva levigato per formare le prime lenti.

In realtà non fu il monaco domenicano a realizzarli, poiché si rifece studiando a Venezia la lavorazione del vetro per la fabbricazione di lenti e poi diffondendone la tecnica in Toscana.

La prima raffigurazione storica degli occhiali è riconducibile ad un affresco realizzato da Tomaso di Modena nel 1352, in cui è ritratto Ugo di Provenza che indossa appunto un paio di occhiali.

Ritratto di Ugo di Provenza con gli occhiali

I primi documenti scritti della storia in cui si fa riferimento esplicito agli occhiali, sono I Capitolari Veneziani degli inizi del 1300.

Nella sezione XL del Capitolare del 2 aprile 1300, si menziona esplicitamente, per la prima volta, l’arte di fabbricare lenti per occhiali e da ingrandimento, denominati roidi de botacelis et da ogli e lapides ad legendum.

I primi occhiali

I primi occhiali erano costituiti da due lenti rotonde convesse, tenute insieme presumibilmente da cerchi di legno o metallo, unite da un rivetto e talvolta di una struttura in cuoio che permetteva anche di legarli dietro la testa.

In quei tempi, la fabbricazione di occhiali, era ritenuta talmente importante tanto che, agli artigiani del vetro di Murano, custodi della tecnica, era fatto obbligo di iscrizione alla Corporazione dei “Cristalleri”, con l’impegno di non diffondere all’esterno di Venezia i segreti della preziosa arte.

Gradualmente i mastri vetrai perfezionarono la procedura costruttiva, facendoli diventare molti simili agli occhiali odierni: furono dotati di astine e realizzati anche con altri materiali quali la pelle, il guscio di tartaruga, il ferro, l’argento, il bronzo e l’oro.

Ovviamente quelli costruiti con materiali preziosi erano destinati alla gente piĂą agiata ed assimilabili agli odierni occhiali griffati.

Nel 1500 arrivò un nuovo perfezionamento: le lenti furono migliorate per consentire di vedere meglio anche da lontano.

Bufale sull’invenzione degli occhiali

A onor di cronaca vale la pena riportare un’altra teoria, successivamente smentita, secondo la quale ad inventare i primi occhiali fu un certo Salvino degli Armati, personaggio fiorentino di cui è stata posta in dubbio perfino l’esistenza.

In base a questa ipotesi, l’attribuzione dell’invenzione degli occhiali a Salvino d’Armato degli Armati risale al 1684.

Fu l’erudito fiorentino Ferdinando Leopoldo Del Migliore a idearne la notizia a scopo campanilistico, rivelatasi poi infondata.

Questo in seguito ad approfondimenti effettuati da Isidoro del Lungo e successivamente da Giuseppe Albertotti (medico oftalmologo) e da Edward Rosen che nel suo trattato The invention of eyeglasses (l’Invenzione degli occhiali) che ne sconfessarono la tesi.

Altre notizie riguardanti l’invenzione degli occhiali, prive però di fondamento, dunque classificabili come leggende, riferiscono che in Cina piĂą di duemila anni fa si usavano rudimentali occhiali in quarzo capaci di migliorare la visione.

Ed anche se la Cina, puntualmente prova a rivendicare la paternità dell’invenzione degli occhiali, le antiche cronache cinesi riportano che furono i missionari Gesuiti ad importare in Cina gli occhiali, solo nel sec. XIV.

Va puntualizzato anche che gli occhiali non sono menzionati nel Milione (fine sec. XIII), dunque se Marco Polo, che in Cina fu a contatto con uomini di scienza e di cultura, non fa mai riferimento ad occhiali, ciò vuol dire non erano conosciuti.

Industrializzazione degli occhiali

La prima industrializzazione dell’occhiale, in Italia, avvenne nel 1878 grazie ad Angelo Frescura che aprì la prima fabbrica in assoluto a Calalzo di Cadore, dando vita a quello che ancora oggi è considerato il distretto industriale dell’occhiale.

Dunque da sempre si è tentato di risolvere i problemi di vista o per lo meno di attenuarli.

E, come la storia narra, anche questa utile invenzione per correggere numerosi problemi visivi è una creazione tutta italiana.


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